4 film + 4 documentari di viaggio e avventura da vedere prima delle vacanze
Quale miglior momento per farsi ispirare a partire, se non l'estate?
Le temperature iniziano ad alzarsi. C’è chi preferisce andare al mare e rilassarsi in spiaggia, chi preferisce la montagna per riassaporare un po’ di freschezza e chi sfrutta le proprie vacanze per visitare città e viaggiare nel mondo.
Ora che tutto ciò non sembra un miraggio così lontano, ecco una piccola selezione di film e documentari che ti faranno venire voglia di metterti uno zaino e di partire verso una nuova meta. Dai classici road movie a film in cui il viaggio significa riscoprire l’essenza della vita, da un tipo di turismo piuttosto particolare a un viaggio dalla forte valenza sociale: diverse declinazioni del viaggio che ti faranno venire voglia di partire e goderti i giorni di riposo.
Mangia, Prega, Ama (Ryan Murphy, 2010)
Dopo una crisi personale, Liz (Julia Roberts) decide di lasciare la sua vecchia vita per intraprendere un viaggio che attraversa Italia, India e Bali. Un percorso alla ricerca di cibo, spiritualità e piacere che assume le vesti di una vera e propria rinascita: partire, qui, significa allontanarsi dalle aspettative degli altri per provare a ritrovare desiderio, equilibrio e una nuova idea di sé.
Un film che racconta molto bene una delle motivazioni che spingono milioni di persone a mettersi in viaggio: la speranza che il cambiamento di luogo possa favorire un cambiamento interiore. Assolutamente da vedere se intendi partire per ricominciare da zero, o anche solo per ricordarti che, a volte, il viaggio più importante è quello che avviene dentro di noi.
Encounters at the End of the World (Werner Herzog, 2007)
Werner Herzog arriva in Antartide per incontrare scienziati, lavoratori e persone che hanno scelto di vivere ai confini del mondo. Un documentario straordinario, in cui il viaggio e l’introspezione permettono di misurarsi con silenzio, natura e solitudine. In questo caso l’avventura è rappresentata dall’immersione nell’ignoto, nei vuoti del paesaggio e in una natura che ridimensiona completamente l’essere umano.
Herzog utilizza l’Antartide per interrogarsi sul senso dell’esplorazione e sulla nostra posizione all’interno del pianeta. Ideale se devi viaggiare verso un luogo remoto, ma anche se vuoi osservare come un documentario possa trasformare una destinazione estrema in una riflessione sull’esistenza.
Easy Rider (Dennis Hopper, 1969)
Un road movie fondamentale, entrato di diritto nell’immaginario comune come uno dei più celebri inni alla libertà che si possono vedere sul grande schermo. Qui la strada si fa protagonista insieme alle motociclette, diventando spazio di fuga, ribellione e confronto con un Paese che non sa accogliere chi vive fuori dagli schemi.
Se stai per fare un road trip negli Stati Uniti, questo film non devi perderlo. Nota di merito alla colonna sonora, composta da brani rock degli anni Sessanta capaci di restituire tutta la spinta rivoluzionaria dell’epoca e quel senso di libertà assoluta che ancora oggi affascina generazioni di viaggiatori.
Dark Tourist (David Farrier, 2018)
Una serie disponibile su Netflix, molto interessante perché ribalta completamente i discorsi sul turismo tradizionale. Al posto di portare lo spettatore in luoghi da cartolina, il giornalista David Farrier gira il mondo per visitare mete turistiche legate a tragedie, disastri, dittature e fenomeni inquietanti. Il risultato è un viaggio che interroga soprattutto le motivazioni che spingono le persone a visitare questi luoghi “dark”
La serie mostra come il viaggio possa assumere forme molto diverse rispetto a quelle che siamo abituati a immaginare. Perfetta se devi prepararti a un itinerario fuori dai canoni tradizionali o se vuoi riflettere sul rapporto tra curiosità, memoria storica e turismo.
Il sorpasso (Dino Risi, 1962)
Bruno (Vittorio Gassman) e Roberto (Jean-Louis Trintignant), nel giorno di Ferragosto, si trovano fianco a fianco in un viaggio in auto improvvisato che parte da Roma e attraversa l’Italia centrale. Una corsa apparentemente leggera e frivola, fatta di incontri casuali, deviazioni e improvvisazione, che nasconde tra le sue pieghe i rischi di una vita vissuta sempre col piede sull’acceleratore.
Uno dei road movie italiani più amati di sempre, capace di trasformare un semplice spostamento estivo in una riflessione sul desiderio di vivere intensamente e sulle conseguenze che questo può comportare. Un film che continua a raccontare il fascino e le contraddizioni della libertà.
Pedal The World (Felix Starck, 2015)
Felix Starck è un ragazzo tedesco di 22 anni che decide di prendere la sua bicicletta e attraversare il mondo. Più di 20.000 chilometri dispiegati in 22 Paesi: un racconto di viaggio lento e fisico, fatto di fatica, incontri, imprevisti e giornate scandite dal ritmo della pedalata.
Il documentario restituisce la dimensione concreta e personale dell’avventura, mostrando quanto il viaggio in bicicletta obblighi a rallentare e ad entrare realmente in contatto con i luoghi attraversati. È il film giusto da guardare se sogni una partenza più libera e radicale.
The Beach (Danny Boyle, 2000)
Un backpacker (Leonardo DiCaprio) cerca in Thailandia una spiaggia segreta, lontana dal turismo di massa. Un luogo che sembra incarnare il sogno di ogni viaggiatore: incontaminato, remoto e apparentemente perfetto. Danny Boyle costruisce però un racconto che ribalta progressivamente questa fantasia, mostrando come anche il paradiso possa trasformarsi in un’illusione.
Il film lavora contemporaneamente su due livelli: da un lato alimenta il desiderio di avventura e scoperta, dall’altro mette in discussione l’idea stessa di luogo perfetto. Molto interessante perché smonta la narrazione del paradiso incontaminato e invita a riflettere sulle aspettative che spesso proiettiamo sulle destinazioni che sogniamo.
Sri Lanka in Mini Magic Bus (Gabriele Saluci, 2020)
Concludiamo con un lavoro della Travel Film School.
Ludovico de Maistre, Gabriele Saluci, Daniel Mazza e Stefano Cantarini uniscono le proprie forze e sfruttano il potere dei social media per acquistare un mini bus da regalare alle bambine vittime di abusi del villaggio di Ibbawale, nello Sri Lanka. Quello che nasce come un progetto solidale si trasforma presto in un viaggio ricco di momenti emozionanti, situazioni esilaranti, incontri sorprendenti e inevitabili imprevisti.
Il documentario mostra come il viaggio possa diventare uno strumento per costruire relazioni e generare un impatto reale sul territorio. Se stai per partire con un gruppo di amici, questo lavoro TFS non devi assolutamente perdertelo.
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