6 film (+ 1 documentario) per viaggiare in Italia
Per chi è già tornato dalle vacanze (o non è mai partito): 6 film (+ 1) che ti faranno venire voglia di metterti in viaggio tra città, montagne e borghi italiani.
Il concetto di viaggio è molto spesso accostato a un’idea di lontananza. Uscire dai confini nazionali sembra il primo passo verso un’aria nuova in cui sentirsi liberi dagli impegni della vita quotidiana. Significa uscire dall’ordinario (infatti lo consideriamo un momento straordinario) per poter immergersi completamente in qualcosa di nuovo.
Secondo la Treccani, “viaggiare” significa trasferirsi da luogo a luogo, per lo più distanti l’uno dall’altro, con un mezzo di trasporto qualsiasi. Non si sottolinea quanto lontano debba essere il punto di partenza dal punto di arrivo, quel che conta significa spostarsi fisicamente e mentalmente da una condizione a un’altra. Eppure, molte volte la risposta la troviamo sotto il naso, senza il bisogno di effettuare viaggi da migliaia di chilometri. Ed il motivo è semplice: esplorazione, conoscenza di luoghi, culture e curiosità non si animano in base alla distanza, ma alla motivazione e al fuoco che ci brucia dentro e ci spinge a voler osservare qualcosa di nuovo.
Per ricevere sensazioni del genere, non è per forza necessario recarsi in una località remota o in un qualche senso esotica. Anche il viaggio realizzato in Italia senza uscire dai confini può avere un significato tanto forte quanto un’attraversata dell’oceano o il viaggio on the road negli Stati Uniti. A volte, per trovare la libertà basta sfrecciare tra i vicoli di una città o mettersi in macchina con gli amici di sempre verso il mare. Altre volte, il viaggio più autentico si compie a passo lento, o addirittura senza muoversi dal cortile di casa, lasciando che sia l’immaginazione a guidarci e a fare il resto. Ci sono viaggi nati per affrontare una crisi attraverso la storia di una terra antica, e viaggi “verticali” che scalano le vette delle montagne e della propria interiorità.
Visto che è appena passato ferragosto e il tempo a disposizione prima di settembre per poter concedersi un’ultima esplorazione è per molti poco o nullo, vi consigliamo 6 film di viaggio avventura completamente girati tra le bellezze nostrane. Storie nate tra le strade, i sogni, le rovine e le vette d’Italia, in grado di farvi viaggiare restando al fresco dell’aria condizionata.
Vi avviso già: non troverete Il soprasso, il road movie per eccellenza, ma solo perché potete già trovarlo qui!
Tre uomini e una gamba (Aldo, Giovanni e Giacomo e Massimo Venier, 1997)
Disponibile su: Netflix, Now, Sky, Mediaset Infinity
Tre commessi di un negozio di ferramenta intraprendono un viaggio da Milano a Gallipoli per il matrimonio di uno di loro, portandosi appresso una scultura di legno semplice e bizzarra, ma di una rarità assoluta. Un viaggio in autostrada che consolida l’amicizia dei protagonisti e che assume le vesti di in un percorso di liberazione dalla loro “vita precedente” per portarli a una nuova fase più consapevole.
Esordio cinematografico del trio comico, è uno dei film che più ha influenzato l’immaginario comico fino ai giorni nostri. La scena in spiaggia della partita Italia - Marocco con Che coss’è l’amor di Vinicio Capossela, il Garpez e il “ma vieni, ma chi sono!” di Giovanni sono ormai diventati tormentoni che sono diventati un patrimonio comico italiano.
Vacanze romane (William Wyler, 1953)
Disponibile su: Paramount Plus
La principessa Anna è in visita ufficiale a Roma. Sfinita dagli obblighi reali, scappa di nascosto dal palazzo e incontra un giornalista americano che, per ottenere uno scoop esclusivo, fa finta di non conoscerla. Il risultato del loro incontro sarà una fuga verso una normalità per lei ormai sconosciuta, in cui i vicoli della città eterna percorsi in Vespa si trasformeranno nell’unico spazio possibile per sperimentare la libertà dalla propria carica istituzionale.
Un film entrato di diritto nell’immaginario collettivo del viaggio nella Capitale. In fondo, tutti almeno una volta nella vita abbiamo visto la splendida immagine di Audrey Hepburn mentre abbraccia Gregory Peck per le strade di Roma in sella alla loro Vespa 125.
Pare parecchio Parigi (Leonardo Pieraccioni, 2024)
Disponibile su: Rai Play, Netflix
Arnaldo Cannistraci è un professore universitario con un pessimo rapporto coi figli Bernardo, Giovanna e Ivana. Quando scoprono che il padre si è malato gravemente, i tre decidono di esaudire (in un certo senso) il suo desiderio fare un viaggio insieme a Parigi. Le sue condizioni di salute, però, non gli permettono di partire, cosicché i figli decidono di fare una cosa insolita: organizzare il viaggio in camper verso la capitale francese senza mai lasciare il casolare toscano in cui vive Bernardo.
Liberamente ispirato alla storia dei fratelli Michele e Gianni Bugli, l’ultimo film di Leonardo Pieraccioni è un non-viaggio (mi piace definirlo anche come un viaggio errante) che mette in gioco tutte le caratteristiche del road movie per ribaltarle e per sottolineare che non è il viaggio fisico ad essere importante, ma quello nel cuore dei membri di una famiglia che impara finalmente a parlarsi. Non è probabilmente un capolavoro, ma sicuramente è un caso molto interessante.
Viaggio in Italia (Roberto Rossellini, 1954)
Disponibile su: CHILI (a noleggio)
Una coppia inglese, Katherine e Alex Joyce, viaggia in auto verso Napoli per vendere una villa ereditata. La distanza dalla loro casa fa emergere una grande crisi matrimoniale che da tempo era tenuta nascosta sotto il tappeto. Mentre i due girano separatamente per città, musei e paesaggi dell’Italia meridionale, il viaggio li costringe a guardare con nuovi occhi il luogo che stanno visitando e il loro rapporto.
Ricevuto negativamente dalla critica dell’epoca, Viaggio in Italia mostra un Paese diverso rispetto ai film popolari di allora. Non è più la cartolina balneare che aveva mostrato Luciano Emmer in Domenica d’agosto nel 1950, ma un’Italia che si fa specchio della condizione dei protagonisti: ogni rovina, ogni incontro e ogni luogo visitato sono strumenti per raccontare ciò che accade dentro i personaggi.
Basilicata coast to coast (Rocco Papaleo, 2010)
Disponibile su: Rakuten TV
Una stramba band di provincia decide di attraversare a piedi la Basilicata, dal Tirreno allo Ionio, per raggiungere un festival musicale, accompagnata da una giornalista incaricata di documentare quest’impresa. Tra paesi mezzi dimenticati e incontri casuali, il viaggio a piedi costringe ogni protagonista a fare i conti con le proprie fragilità e i sogni andati persi.
L’esordio alla regia di Rocco Papaleo è una commedia dolce, dal tono leggero, che elogia una delle regioni meno raccontate della penisola. E lo fa senza usare panorami spettacolari, ma lasciando che siano gesti, paesi e conversazioni a costruirne il ritratto. Una lettera d’amore al cammino lento e alla sua condizione principale: dilatare il tempo e costringere chi lo compie a confrontarsi a fondo.
Le otto montagne (Felix Van Groeningen e Charlotte Vandermeersch, 2022)
Disponibile su: Netflix, Now, Sky, HBO Max
Pietro, da quando è bambino, passa le sue estati in un piccolo paese del Monte Rosa. Qui ha conosciuto Bruno, l’unico coetaneo rimasto a vivere stabilmente in montagna. La loro amicizia attraversa decenni e segue percorsi opposti: Pietro viaggia continuamente per esplorare il mondo, mentre Bruno sceglie di non abbandonare mai il suo. Attraverso il loro rapporto, il film riflette sul significato del viaggio, del nostro rapporto con le radici e con la natura.
Interpretato splendidamente da Luca Marinelli e Alessandro Borghi, Le otto montagne ha ricevuto il premio della giuria al Festival di Cannes e vinto 4 David di Donatello per il modo in cui riesce a mettere a confronto due tipologie di viaggio. Da una parte il viaggio orizzontale di chi decide di girare il mondo per fuggire da se stesso (Pietro), dall’altra il viaggio verticale di chi, rimanendo nello stesso luogo, esplora la propria interiorità (Bruno).
EXTRA - Comizi d’amore (Pier Paolo Pasolini, 1964)
Disponibile su: MUBI
Pier Paolo Pasolini attraversa l’Italia armato di microfono e cinepresa per intervistare persone comuni su temi allora considerati come tabù: amore, matrimonio, sessualità, divorzio, famiglia. Dalle grandi città ai piccoli borghi, l’intellettuale bolognese incontra persone di ogni età, ceto sociale e regione per costruire un vero e proprio mosaico dell’Italia di metà anni Sessanta.
Il viaggio è qui lo strumento utilizzato per fotografare un Paese in trasformazione, soprattutto nella profonda spaccatura che si stava creando da Nord e Sud. Non è tanto la mano di Pasolini, quanto le voci di chi incontra a trasformare ogni intervista in un piccolo tassello che unito agli altri restituisce bellezze e contraddizioni dell’Italia appena attraversata dal miracolo economico.
E tu quale film inseriresti in questa lista? Faccelo sapere commentando e condividendo l’articolo!
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